Mamanet: il nuovo sport per le mamme (e non solo)!

Promosso da AICS Italia e da CONI Italia, al Suonny Space da ottobre
By Staff Suonny Space 2 anni ago
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Vi presentiamo Mamanet, un nuovissimo sport nato in Israele, arrivato da poco qui da noi, promosso dall’Associazione Italiana Cultura Sport – AICS e riconosciuto dall’Ente Di Promozione Sportiva CONI.

“L’importante è il viaggio e non la destinazione.”
Ziv Sedbon – allenatore Mamanet e Direttore del Professional Committee.


La sua nascita

Ideato e fondato circa dieci anni fa da Ofra Abramovich, Mamanet è lo sport del cachiball (un misto tra pallavolo, palla rilanciata e la nostra palla avvelenata) in cui le donne, assolute protagoniste della disciplina, hanno il compito di aggregare la propria famiglia intorno a loro stesse e di coinvolgere amici e parenti attorno al campo da gioco. In Israele, paese d’origine, il fenomeno Mamanet si è diffuso a macchia d’olio e ad oggi coinvolge più di 8.000 mamme praticanti con le loro famiglie, raggiungendo un incredibile popolarità e un numero di tesserati che è secondo al basket.

I valori e l’etica

Mamanet, oltre a essere uno sport ideato dalle “mamme per le mamme”, è anche una filosofia di vita, un movimento, che ha il potenziale di apportare un miglioramento alla società, contribuendo a cambiare il ruolo della donna nello sport e nella società stessa. Ofra Abramovich, infatti, volle a suo tempo dare la possibilità alle donne, alle prese con gli impegni familiari, di tornare a essere protagoniste inventando una specialità riservata soltanto alle mamme o alle donne over 35. Non importa il peso, l’altezza e l’essere agili, quel che conta sono i valori su cui si fonda questa disciplina, ovvero: fiducia, rispetto, integrità e il supporto reciproco.

Il gioco

Nato in America circa 200 anni fa, il cachiball è un gioco semplice, adatto a portare in palestra chi lo sport non lo ha mai praticato. Le sue regole hanno origine da quelle della pallavolo e della palla rilanciata e prevedono:

  • due squadre, una contro l’altra,
  • una rete da pallavolo in mezzo,
  • sei atlete in campo e sei in panchina,
  • con l’obiettivo di mettere la palla nel campo avversario.

A differenza del volleyball, è un gioco statico e la palla viene bloccata, trattenuta tra le mani per un secondo, per poi essere passata. I fondamentali del cachiball sono:

  • servizio,
  • presa della palla,
  • passaggio,
  • attacco.

La partita si divide in set da 21 punti l’uno, dove una squadra si aggiudica la vittoria di un set al raggiungimento del 21º punto, avendone almeno due di vantaggio; altrimenti si prosegue, finché una delle due squadre non otterrà i due punti di vantaggio necessari (26-24, 27-25 ecc.). La partita finisce quando una squadra si aggiudica 2 set. Nel caso di pareggio (1-1) il terzo e ultimo set termina al raggiungimento del 15° punto, sempre con il vantaggio di almeno due punti sull’avversario.

L’allenamento

Il gioco prevede un allenamento di almeno un’ora in cui si svolgono le classiche attività previste per affrontare, nel miglior stato fisico possibile, uno sport di squadra.


Senza sottovalutare la categoria, la preparazione fisica, l’età e il tipo di sport delle donne partecipanti, si inizia con una fase di attivazione, in cui l’allenatore propone un un movimento che interessa la totalità del corpo e le componenti che il modello prestativo della pallavolo e della palla a mano richiedono.
Segue una fase centrale, detta istruente, in cui si lavora su un obiettivo specifico e mirato, a cui possono esserne legati dei secondari, di tipo collettivo o individuale, in cui si preveda una progressione ascendente, ovvero una crescita fisiologica dell’intensità dell’esercizio.
Con la fase di verifica, si andranno a testare a livello pratico gli insegnamenti dati, mantenendo il focus sull’obiettivo dell’allenamento.
Si chiude quindi con il defaticamento, dove lo streaching è solo l’ultimo step di una parabola discendente: della durata tra i 5 e i 15 minuti, a seconda dell’intensità dell’allenamento fatto, si porterà le partecipanti da un carico interno elevato a un livello statico, seguendo una discesa continua e progressiva.

Le associazioni internazionali

In Israele il fenomeno Mamanet è riconosciuto dal CSIT, un network internazionale di associazioni che fanno sport a livello amatoriale; ma, oltre ad essere un’attività sportiva, è diventato un vero e proprio movimento sociale che crea comunità tra le giocatrici e le famiglie, dove la violenza fisica e verbale sono assolutamente vietate. In un contesto lontano e diverso da quello europeo, in cui mogli e madri coprono ancora ruoli secondari rispetto agli uomini e dipendenti all’interno della società, grazie a Mamanet, le donne sono diventate protagoniste indiscusse.


Diventato in poco tempo uno straordinario strumento di aggregazione, Mamanet è la più grande organizzazione di sport sociale, il cui impatto ha avuto una influenza positiva sull’intera famiglia, perché propone uno stile di vita sano e attivo. Avvicinandosi a questa disciplina, si è visto che le donne rivolgono particolare attenzione alla salute, all’alimentazione e partecipano con maggior entusiasmo alla vita scolastica dei propri figli. È proprio la scuola, di fatto, il luogo in cui nascono le prime squadre, formate da gruppi di madri di bambini appartenenti alla stessa classe.
Le donne adesso cambiano le proprie vesti, protagoniste di uno sport prettamente femminile: saranno, infatti, loro a essere sostenute e incoraggiate dai propri figli e mariti, ricevendo un tifo inaspettato, ma meritato.
Non occorre essere in forma smagliante o essere giovani: chiunque può praticare Mamanet se ha dei valori ben radicati. Importante è ricordare che i figli saranno lì a supportare le proprie madri e, dunque, ognuna di loro è chiamata a essere d’esempio. Oltre a essere capaci di insegnare che il gioco sposa l’amore e il rispetto per gli altri, accompagnato dal divertimento, è chiamata a rispettare gli altri, a riconoscere che non esistono differenziazioni, barriere etniche e sociali.

In Italia

Nelle giornate del 18-19-20 e 21 febbraio 2016, presso il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” (Roma) si è svolto il primo Seminario Formativo AICS Mamanet Italia, organizzato dalla Direzione Nazionale AICS con l’intento di diffondere attraverso tecnici e atlete praticanti lo sport del Mamanet sul territorio nazionale.
Ad oggi, Mamanet è riconosciuto ufficialmente da AICS come disciplina sportiva con il codice di riferimento s383.




Per ulteriori informazioni vai su www.mamanetitalia.it

Credits

Aics Italia
Coni
Ph. Patrizia Ruggiero


Vi presentiamo Mamanet, un nuovissimo sport nato in Israele, arrivato da poco qui da noi, promosso dall’Associazione Italiana Cultura Sport – AICS e riconosciuto dall’Ente Di Promozione Sportiva CONI.

“L’importante è il viaggio e non la destinazione.”
Ziv Sedbon – allenatore Mamanet e Direttore del Professional Committee.


La sua nascita

Ideato e fondato circa dieci anni fa da Ofra Abramovich, Mamanet è lo sport del cachiball (un misto tra pallavolo, palla rilanciata e la nostra palla avvelenata) in cui le donne, assolute protagoniste della disciplina, hanno il compito di aggregare la propria famiglia intorno a loro stesse e di coinvolgere amici e parenti attorno al campo da gioco. In Israele, paese d’origine, il fenomeno Mamanet si è diffuso a macchia d’olio e ad oggi coinvolge più di 8.000 mamme praticanti con le loro famiglie, raggiungendo un incredibile popolarità e un numero di tesserati che è secondo al basket.

I valori e l’etica

Mamanet, oltre a essere uno sport ideato dalle “mamme per le mamme”, è anche una filosofia di vita, un movimento, che ha il potenziale di apportare un miglioramento alla società, contribuendo a cambiare il ruolo della donna nello sport e nella società stessa. Ofra Abramovich, infatti, volle a suo tempo dare la possibilità alle donne, alle prese con gli impegni familiari, di tornare a essere protagoniste inventando una specialità riservata soltanto alle mamme o alle donne over 35. Non importa il peso, l’altezza e l’essere agili, quel che conta sono i valori su cui si fonda questa disciplina, ovvero: fiducia, rispetto, integrità e il supporto reciproco.

Il gioco

Nato in America circa 200 anni fa, il cachiball è un gioco semplice, adatto a portare in palestra chi lo sport non lo ha mai praticato. Le sue regole hanno origine da quelle della pallavolo e della palla rilanciata e prevedono:

  • due squadre, una contro l’altra,
  • una rete da pallavolo in mezzo,
  • sei atlete in campo e sei in panchina,
  • con l’obiettivo di mettere la palla nel campo avversario.

A differenza del volleyball, è un gioco statico e la palla viene bloccata, trattenuta tra le mani per un secondo, per poi essere passata. I fondamentali del cachiball sono:

  • servizio,
  • presa della palla,
  • passaggio,
  • attacco.

La partita si divide in set da 21 punti l’uno, dove una squadra si aggiudica la vittoria di un set al raggiungimento del 21º punto, avendone almeno due di vantaggio; altrimenti si prosegue, finché una delle due squadre non otterrà i due punti di vantaggio necessari (26-24, 27-25 ecc.). La partita finisce quando una squadra si aggiudica 2 set. Nel caso di pareggio (1-1) il terzo e ultimo set termina al raggiungimento del 15° punto, sempre con il vantaggio di almeno due punti sull’avversario.

L’allenamento

Il gioco prevede un allenamento di almeno un’ora in cui si svolgono le classiche attività previste per affrontare, nel miglior stato fisico possibile, uno sport di squadra.


Senza sottovalutare la categoria, la preparazione fisica, l’età e il tipo di sport delle donne partecipanti, si inizia con una fase di attivazione, in cui l’allenatore propone un un movimento che interessa la totalità del corpo e le componenti che il modello prestativo della pallavolo e della palla a mano richiedono.
Segue una fase centrale, detta istruente, in cui si lavora su un obiettivo specifico e mirato, a cui possono esserne legati dei secondari, di tipo collettivo o individuale, in cui si preveda una progressione ascendente, ovvero una crescita fisiologica dell’intensità dell’esercizio.
Con la fase di verifica, si andranno a testare a livello pratico gli insegnamenti dati, mantenendo il focus sull’obiettivo dell’allenamento.
Si chiude quindi con il defaticamento, dove lo streaching è solo l’ultimo step di una parabola discendente: della durata tra i 5 e i 15 minuti, a seconda dell’intensità dell’allenamento fatto, si porterà le partecipanti da un carico interno elevato a un livello statico, seguendo una discesa continua e progressiva.

Le associazioni internazionali

In Israele il fenomeno Mamanet è riconosciuto dal CSIT, un network internazionale di associazioni che fanno sport a livello amatoriale; ma, oltre ad essere un’attività sportiva, è diventato un vero e proprio movimento sociale che crea comunità tra le giocatrici e le famiglie, dove la violenza fisica e verbale sono assolutamente vietate. In un contesto lontano e diverso da quello europeo, in cui mogli e madri coprono ancora ruoli secondari rispetto agli uomini e dipendenti all’interno della società, grazie a Mamanet, le donne sono diventate protagoniste indiscusse.


Diventato in poco tempo uno straordinario strumento di aggregazione, Mamanet è la più grande organizzazione di sport sociale, il cui impatto ha avuto una influenza positiva sull’intera famiglia, perché propone uno stile di vita sano e attivo. Avvicinandosi a questa disciplina, si è visto che le donne rivolgono particolare attenzione alla salute, all’alimentazione e partecipano con maggior entusiasmo alla vita scolastica dei propri figli. È proprio la scuola, di fatto, il luogo in cui nascono le prime squadre, formate da gruppi di madri di bambini appartenenti alla stessa classe.
Le donne adesso cambiano le proprie vesti, protagoniste di uno sport prettamente femminile: saranno, infatti, loro a essere sostenute e incoraggiate dai propri figli e mariti, ricevendo un tifo inaspettato, ma meritato.
Non occorre essere in forma smagliante o essere giovani: chiunque può praticare Mamanet se ha dei valori ben radicati. Importante è ricordare che i figli saranno lì a supportare le proprie madri e, dunque, ognuna di loro è chiamata a essere d’esempio. Oltre a essere capaci di insegnare che il gioco sposa l’amore e il rispetto per gli altri, accompagnato dal divertimento, è chiamata a rispettare gli altri, a riconoscere che non esistono differenziazioni, barriere etniche e sociali.

In Italia

Nelle giornate del 18-19-20 e 21 febbraio 2016, presso il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” (Roma) si è svolto il primo Seminario Formativo AICS Mamanet Italia, organizzato dalla Direzione Nazionale AICS con l’intento di diffondere attraverso tecnici e atlete praticanti lo sport del Mamanet sul territorio nazionale.
Ad oggi, Mamanet è riconosciuto ufficialmente da AICS come disciplina sportiva con il codice di riferimento s383.




Per ulteriori informazioni vai su www.mamanetitalia.it

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Aics Italia
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Ph. Patrizia Ruggiero

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